Sala 6

sala5Il quadro che raffigura l’Immacolata, proveniente dalla chiesa di S. Francesco in Monopoli ed esposto nel nuovo spazio (ex cappella del Seminario) del Museo Diocesano, è datato 1588.

L’autore, secondo Graziano Bellifemine, “è da ricercarsi tra i pittori attivi in San Francesco tra il 1570 ed il 1590”.

La tela di notevoli dimensioni (metri 3,45 x 2,12) mostra discordanze stilistiche.

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Nella composizione campeggia la figura dell’Immacolata che, nella sua staticità e rigidezza, contrasta con il movimento degli angeli, la cui fattura ci rimanda a forme primitive.

In primo piano, in basso, ai piedi dell’immacolata, i due Santi Francesco e Antonio in ginocchio e i ritratti dei committenti, nella loro espressione, sembrano estasiati dalla intensa luce dello spazio della composizione, determinata dai bianchi trasparenti del cielo e delle nubi, in cui sono immersi fiori, figure ed i “legavit” ove si leggono le litanie dei Santi.

Benché l’opera, per concludere, non sia unitaria essa rivela una certa finezza cromatica.

Molto interessante risulta il quadro che rappresenta San Vincenzo Ferreri, proveniente dalla chiesa di San Domenico in Monopoli.

L’armonica composizione con al centro la figura del santo, si conclude con dei riquadri laterali, in cui è descritta la sua vita.

La composizione è misurata, raccolta e si risolve in un equilibrato rapporto tra spazio e luce.

La veste bianca del Santo domenicano è esaltata dal nero del manto che rende la figura fortemente chiaroscura.

Il dipinto raggiunge un carattere unitario d’insieme, per il colore terso e trasparente del fondo.

Comprendente ogni elemento compositivo si imbeve di luce intensa.

Attribuita al pittore Fabrizio Fullone, l’opera riflette lo stile seicentesco.

Il quadro, in basso a sinistra, infatti riporta la data del 1605.

Ritrovata dai Carabinieri, restituita al Museo Diocesano, la tela raffigurante “L’incredulità di San Tommaso”, fa bella mostra di sé, nel nuovo spazio espositivo museale di Monopoli.

Questo dipinto è la copia dalla celebre composizione del Caravaggio, esposta nel Museo di Sanssouci di Potsdam.

La tela di monopoli si differenzia da quella del Caravaggio per qualche diversità cromatica e rivela, per i forti accenti chiaroscurali, (che sono propri dello stile caravaggesco, secolo XVII), una esecuzione drammatica.

E’ difficile sapere chi abbia realizzato tale composizione, per mancanza di documenti che ne affermino la paternità.

E’ possibile, tuttavia, pensare a pittori di scuola caravaggesca operanti a Monopoli.

La quarta tela raffigurante la Madonna del Rosario con i Santi Francesco, Domenico e Caterina, ha sofferto, purtroppo, le ingiurie del tempo prima di essere esposta nella nuova sala del Museo Diocesano.

Di questa opera si sa molto poco. Rivela nella soluzione formale, caratteri manieristici e non si esclude che il dipinto possa essere stato realizzato verso la fine del XVII secolo.